p285 .


Paragrafo 3 . La natura umana e lo stato di natura.

     
L'elogio di Locke.
     
La   "concatenazione  delle  scienze",  che  trova   un'espressione
visibile nei volumi dell'Enciclopedia,  un fenomeno che si estende
ben  presto a tutta la cultura della Francia e dell'intera  Europa.
Nel villaggio del nuovo sapere un ruolo importante  occupato dallo
studio della natura umana.
     John  Locke  -  come  sappiamo -  aveva  impresso  una  svolta
decisiva nella riflessione filosofica sull'intelletto umano.  E  in
questo  senso pu essere considerato a pieno titolo uno  dei  padri
fondatori dell'illuminismo.
     Voltaire  dedica la tredicesima delle sue Lettere  filosofiche
all'elogio di Locke. Per secoli primo filosofi si sono sforzati  di
definire  la natura dell'uomo, o meglio della sua anima,  "ma,  non
sapendone un ette,  ben naturale che siano stati tutti di opinioni
diverse"(22). Dopo aver passato in rassegna le varie  opinioni,  da
Anassagora  a  Descartes,  Voltaire  conclude:  "Dopo   che   tanti
raziocinatori  ebbero  composto il  romanzo  dell'anima,  venne  un
saggio  che  ne fece modestamente la storia"(23). Si  trattava  del
Saggio  sull'intelletto  umano di John  Locke.  Ci  che  interessa
dell'opera di Locke, oltre ovviamente al riconoscimento preliminare
dei  limiti  dell'intelletto umano,  l'impossibilit di dimostrare
l'esistenza  di  un'anima immortale separata dal  corpo  -  di  una
sostanza   spirituale  accanto  a  una  materiale  -  e,  comunque,
l'irrilevanza  e l'inutilit di andare a cercare cause  prime:  "Io
sono corpo e penso: ecco tutto quel che so"(24).
     Il  rifiuto del dualismo cartesiano non  drastico, perch  il
suo   superamento  pu  condurre  a  conclusioni   opposte   -   il
materialismo (Spinoza) o l'immaterialismo (Berkeley),  ma  entrambe
di   tipo  metafisico.Facendo  proprio  il  probabilismo  di  Hume,
Voltaire  sostiene:  "Non  intendo avanzare  pi  oltre  in  queste
tenebre; mi fermo dove vien meno il chiarore della mia fiaccola;  a
me  basta  sapere  sin dove posso procedere.  Io  non  sostengo  di
possedere dimostrazioni contro l'immortalit dell'anima  e  la  sua
spiritualit; ma tutte le verosimiglianze sono contro  di  esse,  e
sarebbe  a  un  tempo  ingiusto  e  irragionevole  pretendere   una
dimostrazione  in  una ricerca nella quale sono possibili  soltanto
congetture"(25).
     La   cautela  di  Voltaire  non    condivisa  da  molti   dei
philosophes che affrontano questo problema. Quella che per Voltaire
  solo  un'ipotesi verosimile, formulata su un terreno  in  cui  
inutile  avventurarsi, per altri diventa un'ipotesi  di  lavoro  da
verificare sul piano scientifico.
     
     p 286 .
     
I materialisti.
     
Gli  esponenti  del  materialismo illuminista cercano  di  spiegare
tutte le funzioni dell'uomo facendole risalire unicamente alla  sua
natura corporea.
     tienne  Bonnot  de  Condillac, un  sacerdote  formatosi  alla
scuola dei gesuiti, partendo dallo studio della filosofia di  Locke
and oltre le posizioni del filosofo inglese, riconducendo tutte le
operazioni  mentali, compresa la riflessione, alle  sensazioni.  In
una  delle sue opere pi famose, il Trattato sulle sensazioni, egli
ricorre   alla  metafora  di  una  statua  di  marmo,   organizzata
internamente  come  un uomo, che gradualmente  acquista  l'uso  dei
cinque  sensi,  dall'odorato al tatto; parallelamente  all'uso  dei
sensi  si  forma  la vita psichica che si completa proprio  con  le
percezioni  provenienti dal tatto, al quale si  deve  l'idea  dello
spazio  esterno e della collocazione in esso dei vari  oggetti(26).
Il  ricorso all'immagine della statua da parte di Condillac  supera
ogni   pi   ardita   fantasia  odierna  intorno   all'intelligenza
artificiale  e  ai  robot, ma non ha - ovviamente  -  alcun  valore
dimostrativo:    soltanto un espediente  letterario  per  fare  un
discorso  sull'uomo e le sue sensazioni e concludere che  tutte  le
attivit   mentali  "non  sono  altro,  nella  loro  origine,   che
sentire"(27).
     Un  medico  militare, Julien Offroy de La Mettrie,  studi  le
conseguenze  psichiche  delle  malattie  organiche  e  giunse  alla
conclusione  che  tutti i processi psichici  siano  da  mettere  in
relazione con modificazioni ed eventi corporei. Per quanto riguarda
il  funzionamento  del  corpo, La Mettrie accetta  il  meccanicismo
cartesiano  (significativo il titolo di una  sua  opera  del  1748,
L'uomo  macchina), ma nega allo stesso tempo ogni  contrapposizione
fra  estensione e pensiero, fra corpo e anima: l'uomo   una  unit
indivisibile,  nel  quale il pensiero  prodotto  da  modificazioni
della  materia, unica sostanza dell'universo(28). Le  modificazioni
della  materia  non  avvengono per passaggi bruschi,  e  una  certa
omogeneit caratterizza i diversi regni della natura: non solo  c'
una forte contiguit - come sosterr
     
     p 287 .
     
     pi tardi Darwin - tra uomo e animali(29), ma anche tra uomini
e  piante(30). La Mettrie, dichiaratamente materialista, per quanto
riguarda le questioni etiche si richiama in maniera esplicita  alla
filosofia  di  Epicuro  e  pensa  che  il  fine  dell'uomo,  e   in
particolare  del  saggio,  siano l'utilit  sociale  e  il  piacere
individuale che consiste nel soddisfacimento dei bisogni naturali e
nel rispetto della legge di natura(31).
     Georges-Louis Leclerc de Buffon  l'autore di una  monumentale
Storia naturale, in quarantaquattro volumi pubblicati nell'arco  di
oltre   cinquant'anni   (fu  terminata  dai  suoi   collaboratori).
Abbandon il metodo classificatorio - contro il quale abbiamo visto
esprimersi  Diderot  - per andare al di l della  pura  e  semplice
descrizione  e  poter  studiare i processi,  le  evoluzioni  e  gli
adattamenti  delle singole specie. Nella sezione della  sua  Storia
dedicata   all'uomo,  pur  riconoscendo  il  carattere   spirituale
dell'anima,  egli  inser  lo  studio  sull'uomo  nella  pi  vasta
indagine  fisiologica, biologica e zoologica, cercando di  spiegare
la vita in termini chimici, partendo dalle "molecole organiche" che
si  formerebbero da quelle inorganiche in particolari condizioni di
calore  e  di  luce,  escludendo  cos  ogni  intervento  di   tipo
metafisico.
     Sempre  rifacendosi alla filosofia di Locke e alla derivazione
delle  capacit  intellettuali e morali dalla  sensibilit  fisica,
Claude-Adrien  Helvtius sottolinea l'importanza  della  dimensione
sociale  ed  educativa  nella definizione  e  nella  determinazione
dell'uomo.  Negando,  ovviamente, ogni  forma  di  innatismo,  egli
sostiene  che l'intelletto di ciascuno e la capacit di comprendere
e di agire sono il risultato dell'azione congiunta dell'educazione,
dell'ambiente  e  del caso, dal momento che gli uomini  sono  tutti
uguali  per natura(32). Pertanto i vizi e i comportamenti  immorali
sono  imputabili  esclusivamente alla corruzione  della  societ  e
all'ignoranza;  un  efficiente sistema di educazione  pubblica  pu
essere  uno  strumento  capace  di formare  individui  socievoli  e
virtuosi, in grado di vivere in pace con i loro simili e di  godere
della massima felicit possibile.
     Una  posizione  particolare  -  all'interno  del  materialismo
illuminista  -     occupata  da  Paul-Henri  Dietrich   d'Holbach,
collaboratore dell'Enciclopedia per le voci relative alla  chimica,
alla  metallurgia e alla mineralogia. Egli propone  una  concezione
rigorosamente atea e materialista, secondo la quale tutto (le  cose
note e quelle ignote)  riconducibile alla realt della natura(33).
Una  natura che - come aveva gi detto Spinoza -  governata  dalle
ferree leggi della necessit, prima fra tutte quella della causa-
     
     p 288 .
     
     effetto(34).  Riferendosi chiaramente  al  lavoro  di  Newton,
d'Holbach estende a tutte le attivit della natura e dell'uomo quel
carattere di necessit che il fisico inglese aveva attribuito  alle
leggi che regolano le relazioni tra i corpi: come "un corpo pesante
deve necessariamente cadere, se non incontra un ostacolo capace  di
arrestarlo  durante la sua caduta", cos "un essere sensibile  deve
necessariamente cercare il piacere e fuggire il dolore; la  materia
del fuoco deve necessariamente bruciare e diffondere la luce, e via
dicendo  ..."(35).  Dimenticati i  sospetti  di  Hume  sulle  leggi
invariabili,  sembrano riemergere nell'opera di d'Holbach  elementi
tipici  del pensiero di Leibniz: "Ogni causa produce un effetto;  e
non  pu esserci effetto senza causa. [...] Da ci deriva che tutti
i  fenomeni  sono necessari, e che ogni essere naturale,  posto  in
determinate circostanze e fornito di date propriet, non pu  agire
diversamente  da  come  agisce"(36). I desideri  e  le  aspirazioni
dell'uomo  non  si  differenziano in nulla dalle  altre  forze  che
operano nella natura; gli individui umani entrano in relazione  tra
loro  secondo leggi inalterabili, i loro movimenti e le loro azioni
non  sono  riconducibili a "cause isolate" - e quindi nemmeno  alla
volont o alla scelta personale -, ma devono essere inseriti in  un
"circolo  eterno  di  movimenti  dati  e  ricevuti  secondo   leggi
necessarie"(37).   Differenziadosi  dalla   maggior   parte   degli
illuministi, d'Holbach - date le premesse che abbiamo visto  -  non
pu attribuire alla ragione dell'uomo la capacit di modificare  la
realt  che  lo circonda: la conoscenza e le scoperte  scientifiche
possono  contribuire alla felicit dell'uomo solo nella  misura  in
cui  gli consentono di sottomettersi di buon grado alle leggi della
natura(38).
     A  conclusione  di  questa  breve  rassegna  del  materialismo
illuminista  vogliamo ricordare un personaggio che in qualche  modo
avrebbe  potuto  rappresentare un riferimento  per  i  materialisti
francesi: Jean Meslier. Si tratta di un prete, vissuto tra il  1664
e  il  1729,  la cui opera, il Testamento, fu ovviamente pubblicata
postuma e suscit l'interesse di Voltaire che lo rese famoso tra  i
suoi  contemporanei.  E'  un  prete ateo  e  materialista,  che  fa
risalire alla inconsistenza e alla falsit delle religioni la causa
degli  errori,  delle illusioni e delle imposture,  degli  abusi  e
delle   tirannie,  che  costellano  la  storia  del  genere  umano.
Liberatosi   dalle   superstizioni  religiose  ciascun   uomo   pu
realizzare  la sua vera natura, che lo vuole libero e  uguale  agli
altri  uomini: mediante l'uso della ragione e l'accordo con i  suoi
simili egli sar in grado di garantire la pace, la giustizia  e  la
soddisfazione di ogni bisogno. Il
     
     p 289 .
     
     sogno  di  Meslier pu apparire ingenuo, ma  condiviso  dalla
maggior parte degli illuministi: "Tutti gli abitanti di una  stessa
citt, paese, villaggio o persino di una stessa parrocchia, possono
formare  come un'unica famiglia, considerandosi gli uni  verso  gli
altri  come  fratelli e sorelle e come figli dello stesso  padre  e
della  stessa  madre.  [...]  Dovrebbero  vivere  pacificamente   e
comunitariamente insieme, godendo tutti dello stesso cibo,  andando
tutti  ben  vestiti e ben calzati come pure avendo tutti una  bella
casa,  ma nello stesso tempo dedicandosi tutti nella stessa  misura
al lavoro o a una qualsiasi altra attivit onesta e utile, ciascuno
in  base  alla propria professione [...]. Tutto ci dovrebbe  farsi
non  sotto la guida di uomini che intendono dominare tirannicamente
sugli  altri,  ma  unicamente sotto la guida dei pi  saggi  e  dei
meglio  disposti  al  progresso e alla conservazione  del  bene  di
tutti"(39).
     
Una seconda Rivoluzione scientifica.
     
Nonostante  la dichiarazione programmatica di fermarsi  dove  viene
meno il chiarore della fiaccola dell'intelletto umano, anche tra  i
philosophes  si presenta la tentazione di oltrepassare quel  limite
o,  comunque, la difficolt di definirlo con chiarezza. Accanto  ai
dati ricavati e verificati dall'esperienza si assiste a un turbino
-  soprattutto in campo biologico e psicofisiologico - di ipotesi e
di congetture talvolta prive anche della verosimiglianza. Eppure  
proprio  in  questo  crogiolo in ebollizione  che  decantano  e  si
formano  le nuove scienze, protagoniste, nell'Et moderna,  di  una
seconda Rivoluzione scientifica:  qui che sono gettate le basi  di
nuovi e straordinari progressi in campo matematico (si pensi ancora
all'approfondimento del calcolo infinitesimale o alla nascita delle
geometrie  non  euclidee)(40);  da qui che  nascono  la  meccanica
analitica  con Joseph-Louis Lagrange(41), e le prime ipotesi  sulla
struttura   della   materia  sono  formulate  da  Pierre-Simon   de
Laplace(42).
